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Il peperoncino, simbolo di un’intera regione

Enogastronomia

La pianta importata da Colombo incarna lo spirito dei calabresi

 Visitare un luogo non significa solamente ammirarlo con gli occhi. La visita deve essere un’esperienza totale: sensoriale e, se possibile, extrasensoriale. Sono proprio queste le emozioni vissute da un visitatore che sceglie come meta la Calabria.

Le bellezze storiche, ambientali e architettoniche trovano il giusto compimento nella cucina, specchio di ogni popolo, mezzo di comunicazione infallibile.

Una regione ricca e variegata come la terra di Italo presenta sfumature di gusto e pennellate decise che dipingono un quadro di un valore tale da farlo apparire di nicchia ma in realtà accessibile a chiunque.

Assoluto protagonista della scena gastronomica è il peperoncino, ormai simbolo dell’intera regione. Moltissimi sono i piatti che ne accolgono la forza, alcuni con decisione, altri con semplici sentori. Il peperoncino incarna un po’ lo spirito calabrese, grazie alla sua piccantezza, al carattere focoso e passionale, ed è usato da tempo nella cucina locale: moltissimi sono gli anziani che non possono consumare un pasto senza l’immancabile cornetto. Tradizione vuole che i soldati calabresi che combatterono sulle Alpi nella Prima Guerra Mondiale fossero i meno soggetti a infezioni intestinali proprio grazie al largo consumo di peperoncino.

Pestato, in polvere, fresco secco, sott’olio. Molteplici sono gli usi e i metodi di conservazione e consumo, tanto da essere alla base di numerose prelibatezze: la ‘nduja, altro simbolo della regione, ne accoglie una gran quantità. Ma non solo: anche gli altri insaccati, come la soppressata, la salsiccia stagionata e il capocollo hanno al loro interno quantità più o meno decise di capsaicina, la sostanza chimica che genera piccantezza. E perfino i formaggi, come il celebre Pecorino di Monte Poro, presentano tracce di rosso.

Inoltre, anche per i piatti espressi se ne fa largo uso. I ragù di capra o di maiale ne sono spesso arricchiti, così come le zuppe di legumi. E poi, le immancabili salsicce fresche cotte alla brace non possono dirsi calabresi senza una spruzzata di polvere purpurea.

Insomma, che sia una fresca passeggiata nelle montagne della Sila o un tuffo nel mare turchese di Capo Vaticano, ogni esperienza trova compimento in sua maestà il peperoncino.

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